Il geometra Pablo Piccione li chiamava anche farabutti, delinquenti e rottinculo. Gli si ghiacciò la nuca quando Licia grugnì: «Carpaccio di capesante. E gamberoni. AllaContinua a Leggere
Vi serve altro
«Pizzeria Marina, sì, chiudiamo tra poco. No, quello è un vecchio volantino.» Passo lo straccio sul tavolo incrociando lo sguardo delle ultime clienti di stasera:Continua a Leggere
La morte secondo Gigi Marzullo
Per ammazzare un uomo bastano una sera d’estate e un mal di testa. Stavo disteso sul divano del salotto dei miei genitori. La testa miContinua a Leggere
BESTIARIO FERIALE: RHIZOSTOMA VITREA
Ora, nello specchio di mare, di fronte al paese abbandonato di S., non galleggia più nulla. Ma quando il golfo era ancora abitato l’apparizione diContinua a Leggere
L’odore del caffè
Siamo bicchieri pure noi, penso, mentre il ragazzo bislungo del bar mi allunga il caffè al vetro che ho chiesto. Lo fa con un gestoContinua a Leggere
La stanza
C’è un letto sfatto e un russare grave, un rantolo di muco incastrato in un sogno. C’è una donna sdraiata: occhi aperti e vestaglia. CiContinua a Leggere
Il faro
Se avessi saputo a cosa avrebbe dato inizio quella passeggiata, non mi sarei fatta convincere a uscire. Ma, dicevano, il sole, l’aria, il verde, tuttiContinua a Leggere
La voce
Ho perso la voce di mamma. È successo questo, che me ne stavo acquattato da solo, nella cuccia, ad ascoltare la sua voce. Poi sonoContinua a Leggere
Latte impastato con la polvere di marmo
L’ho spiato dalla finestra per tutta la vita. Ci divideva solo un giardino, il suo, un luogo strano, decadente, pieno di statue di madonne eContinua a Leggere









