Lovely Lonely Looner

Ritardare l’orgasmo all’infinito: dicono sia questo il segreto del sesso tantrico. Funziona un po’ così, per i looner come me. Un po’ no, perché ad attrarci non è l’infinito, è lo scoppio dei palloncini. Un po’ sì, perché l’infinito non è che l’effetto di un megascoppio: il Big Bang. Tra l’altro, un po’ di chimica, da aspirante medico, la mastico, e so che la nucleosintesi primordiale è avvenuta grazie all’elio e all’idrogeno, e so che l’elio fa volare i palloncini, l’idrogeno i palloni sonda, e allora mi chiedo: sarà un caso?

A me piacciono i palloncini gonfi di ossigeno, azoto, anidride carbonica: di aria. Un’enorme fetta di piacere sta proprio nell’ammirare il soffio dell’aria dalle labbra al lattice. Un’altra fetta: sentire i gemiti del palloncino solleticato da dita giocose. Un’altra: vederlo deformarsi rischiando lo scoppio a ogni tocco di mano di culo di pancia di piede. La ciliegina sulla torta: venire insieme allo scoppio. Un evento rarissimo. I pochi che ci riescono dicono sia folle, pazzesco: follemente pazzesco. Quelli che vengono o prima o dopo, come me, si consolano pensando che se avessero dei partner in grado di capirli, di accettarli, forse l’orgasmo-popper non sarebbe una chimera, un sogno, una stella lontana anniluce.

Grazie a internet ho scoperto che non sono l’unico looner al mondo. Un po’ mi sento meglio, perché allora non sono pazzo o almeno non sono l’unico pazzo. Un po’ mi sento peggio, perché non vorrei più reprimermi ma so che è meglio continuare a farlo. Povera Lara. Con che coraggio dovrei chiederle di giocare coi palloncini mentre scopiamo? Non ce la faccio. Però recentemente mi è venuta un’idea, e penso che potrebbe funzionare, e penso che se funzionasse potrei essere me stesso senza sembrare un maniaco.

Lara, come immaginavo, non l’ha presa benissimo. Ma è normale, la capisco. Anzi, se avesse detto subito ok mi sarei spaventato. Prima si è messa a ridere, poi, quando ha capito che non scherzavo, si è un po’ spaventata e un po’ incazzata. Le ho spiegato che poteva coprirsi il volto e stare in bikini, io non voglio spingerla verso il porno, per quello ho cercato qualcosa di tranquillo, di innocente, cosa c’è di più tranquillo e innocente dei palloncini? Sono riuscito a convincerla insistendo sulle cifre a tre quattro cinque zeri che si possono guadagnare su OnlyFans: cifre ottime per l’affitto, forse per comprarsi casa, di sicuro per i viaggi che sogniamo sempre ma non facciamo mai: Brasile, Giappone, Madagascar.

Io mi occupo di videocamera e microfoni, neon e palloncini, videoediting e upload, scrittura dei post e delle risposte ai fan. Lara fa il resto. Siamo entrambi fondamentali, come l’elio e l’idrogeno per l’universo. All’inizio era bloccata, intimorita. Ora, grazie anche alle mie dritte, è magica, fantastica, magicamente fantastica: soffia lentamente fissando un po’ il palloncino un po’ la videocamera, finge di perdere il fiato afflosciando il palloncino, si rianima e soffia prima piano poi forte, sempre lentamente, come in slowmotion, e il palloncino lentamente cresce, cambia colore, cambia forma, viene annodato per sempre e poi sfiorato, toccato, pizzicato, leccato, baciato, abbracciato, schiacciato, calpestato, quasi scoppiato, quasi scoppiato, quasi scoppiato: boom!

Ci piace pensare che grazie a @lovelylonelylooner diamo un po’ di gioia a tante persone che si vergognano delle proprie fantasie, dei propri desideri: di sé. Ieri abbiamo festeggiato i mille iscritti, i 10.000€ al mese. Abbiamo prenotato le vacanze: non il solito campeggio in Calabria, quindici giorni in Madagascar. Abbiamo mangiato al giapponese: non al solito allyoucaneat, in un lussuoso ristorante alla carta. Abbiamo bevuto: non il solito prosecco, champagne. Abbiamo fatto l’amore: non la solita scopata, l’amore. C’erano palloncini gialli blu verdi rossi, saltellavano, gemevano, stridevano insieme a Lara, insieme a me. Sono scoppiati tutti. Siamo scoppiati tutti.

Un racconto di Orlando Vuono

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