La signora Pina entra nel ristorante. È pingue come una scrofa, il deretano incastrato nella sedia a rotelle che quando si deve alzare la si deve tirare su a forza. Solo che Pinuccio da solo non ce la fa perché è smilzo e piccolino come se gli anni insieme lo avessero spompato. Allora, la figlia Mariuccia accorre in aiuto. Anche se è estate porta i pantaloni lunghi per coprire le vene varicose. La asl passa l’operazione, ma i frastagliamenti violacei come delta di fiumi Mariuccia li vuole nascondere perché a toglierli c’ha paura. È molto sudata e il trucco le cola. L’aria condizionata del ristorante s’è rotta.
Oh issa, oh issa! Estraggono la Pina così che si può accomodare a tavola.
Alla festa sono venuti i parenti da Cassino: la sorella di Pina col marito e il figlio; Sandro, il fratello di Pino, che ha voluto portare a tutti i costi la sua nuova compagna, anche se Mariuccia aveva cercato di convincere lo zio che la madre non avrebbe gradito. Di quella ragazza di trent’anni più giovane di lui, arrivata dal Brasile non si sa come, con le labbra e le natiche alla Kardashian, Pina è gelosa. È gelosa perché teme che così come è riuscita a prendersi il cognato, si sarebbe presa anche il suo Pinuccio. Ed eccola qui sta Daiana che saluta con abbracci e baci appassionati anche il nipote che poverino è diventato tutto rosso.
Il menù che ha deciso Pina è da leccasse i baffi, arrivano gli antipasti, il crudo di pesce e Pino ha scelto un vinello bianco dei Castelli che va giù come l’acqua. Il cameriere lo versa nei bicchieri ma al turno di Pino, la moglie allunga il braccio e con la manona chiude a tappo il suo bicchiere. «Lui nun beve».
«E daje Pì, solo oggi!»
Niente da fa’, nemmeno per il brindisi.
Daiana invece si fa un bicchiere dopo l’altro. Pina succhia il sughetto dalla cozza e non le toglie gli occhi di dosso, come se si aspettasse che quella zoccola, così la chiamava lei, potesse rovinarle la festa da un momento all’altro. La vorrebbe tanto menare a quella, ma si trattiene perché è la loro festa, la sua e del suo amato Pinuccio, e vuole che tutto vada bene. La sorella riesce a tenerla a bada, dandole un calcetto di tanto in tanto.
Arrivata la frittura di pesce, Daiana si alza in piedi e quasi cade con i tacchi che s’è messa. Sotto le ascelle ha delle chiazze di sudore, biascica parole che Pina non capisce e col telefono in mano fa partire la samba. Il volume è al massimo, le altre persone ai tavoli si girano e battono le mani a ritmo della musica e Daiana, come se fosse una star che tutto il ristorante è venuto a vedere, balla dimenando i fianchi e scuotendo il culo. Anche Sandro si alza e ballano attaccati lui dietro e lei che gli si struscia addosso. Pinuccio lancia un fischio con le dita, spinge la sedia indietro, ma Pina lo blocca. «Ndo credi de annà».
Pinuccio ha un sorriso stampato che non le piace, Daiana si avvicina a lui e gli twerka in faccia. Pina le strappa il telefono dalla mano, lo passa alla figlia. «Spegni un po’ sto coso». E rivolta alla brasileira: «E tu, vatte a sede».
Applauso per lo spettacolo finito e il brusio riprende ai tavoli.
Sandro trascina Daiana al suo posto. Già che era riuscito a portarla, non voleva provocare Pina più di così. Daiana mette su il broncio, sventola la mano a chiamare il cameriere e ordina un’altra bottiglia di vino. Pina lancia un’occhiata torva al cognato. Il calamaro in bocca è freddo, la frittura nun se pò più magnà. Pina sputa il boccone e fa portare via tutto. Tanto c’è un sacco d’altra robba; a lei il nervoso fa venire fame.
Mangiano le patate al forno, la cicoria ripassata e le verdure grigliate. La sorella di Pina racconta aneddoti Amarcord sulla coppia festeggiata, suo marito ascolta e sorride, il figlio ha la faccia sullo schermo. Mariuccia si slaccia la cintura dei pantaloni e si asciuga il sudore tamponando il tovagliolo sul mascara colato. Lo zio Sandro esce a fumare. Pinuccio vorrebbe anche lui farsi qualche tiro, ma Pina gli legge nel pensiero e con lo sguardo gli intima di rimanere seduto.
Il cameriere si avvicina con la torta e le cinquanta candeline accese. Un rogo di amore.
Il nipote di Pina fa in tempo a scattare la foto prima che la torta prenda fuoco. Pina e Pinuccio soffiano sulle candeline col poco fiato che c’hanno. I parenti si avvicinano alla torta e aiutano a soffiare. Daiana si mette vicino a Pinuccio e con le labbra a canotto si protende tutta. È lei a spegnere l’ultima candelina.
Allo champagne il padre non resiste e senza che Pina se ne accorga, così pensa lui, segue Daiana che si è alzata portandosi via la bottiglia. Pina costringe la fija e così, una sulla carrozzina e l’altra che spigne dietro, trovano Daiana in ginocchio col coso moscio di Pinuccio in bocca.
Il desiderio non si è avverato e al caffè non ci sono mai arrivati.
Mariuccia ha la foto in mano; Pinuccio è stato strappato via.
Un racconto di Savina Tamborini

