Mark si lava nel lavandino del ristorante. Mantiene il contatto con la visione periferica della porta d’ingresso che gli sta quasi alle spalle; sarebbe imbarazzanteContinua a Leggere
Kaboom
Me lo dice Serena: è al cinquanta per cento, secondo me ti cambia la vita. Non sono i soldi, poi ne ho già uno, èContinua a Leggere
Che te lo dico a fare
La nostra libertà era recidiva, come la nostra giovinezza, come la nostra ingenuità. Vivevo a Torino, avevo da poco superato i venticinque anni e volevoContinua a Leggere
Di che colore sono i miei occhi
Quando la testa dell’infermiera fa capolino dalla stanza numero tre, uno sbalzo di tensione oscura per qualche secondo la sala d’aspetto. La donna, un armadioContinua a Leggere
Il miracolo dell’OTOFA
Impegnato, da bravo, a tenere la testa ben reclinata, studiava il mondo da una prospettiva da cui nessuno guardava mai; forse soltanto le lumache, attaccateContinua a Leggere
Cesarino e la mela cotogna
È molto facile che una piccola pietra pomice di forma ovoidale, una volta ricoperta di peluria bruna e fitta in tutto simile a quella deiContinua a Leggere
Il giorno in cui ho scoperto chi ero
Non ho mai capito come guardare mio padre. Avevo imparato troppo presto che non avevo i suoi occhi, che il mio naso era quello diContinua a Leggere
L’arrosto
Sono entrata in casa, avevo comprato l’arrosto. Io non ho mai fatto l’arrosto. Mia nonna dice sempre che non è facile e che bisogna rispettareContinua a Leggere
Cavallo
Mi s’era fermata l’ape ed ero in mezzo alla via, racconta Alvaro Mazzi detto Braccio di Ferro, bestemmiavo il dio, la madonna e anche ilContinua a Leggere









